Zanzara comune (Culex pipiens)

La zanzara di casa, attiva soprattutto di notte

Quando pensiamo alla zanzara che ci ronza vicino all’orecchio nelle notti d’estate, quasi sempre stiamo pensando a lei: Culex pipiens, chiamata comunemente zanzara comune. È una specie “storica” in Italia e in Europa, capace di convivere benissimo con l’uomo perché sfrutta (alla perfezione) i nostri ambienti: tombini, caditoie, cisterne, cantine umide, ristagni d’acqua e perfino piccoli accumuli in giardino.

A differenza della zanzara tigre, che colpisce spesso di giorno, Culex pipiens diventa davvero attiva dal tramonto in poi e tende a essere molto presente in prossimità delle abitazioni.

Storia e provenienza

Culex pipiens è conosciuta dalla scienza da secoli (descritta già nel ‘700) ed è oggi diffusa in gran parte delle aree temperate. Il suo vero punto di forza non è la velocità di volo, ma l’adattamento: dove c’è acqua ferma e un minimo di materia organica, lei riesce a riprodursi.

In Italia, si comporta da specie opportunista: vive nelle campagne, ma prospera anche (e spesso soprattutto) in città, dove trova tantissimi micro-focolai “invisibili” che si riformano dopo ogni pioggia.

Attività stagionale e comportamento

La zanzara comune ha un aspetto poco appariscente: colorazione marroncina, dimensioni in genere intorno a 5–7 mm (può variare), e non ha le strisce bianche evidenti tipiche della zanzara tigre.

Un dettaglio utile, anche senza essere entomologi: se in casa senti il ronzio la notte e le punture arrivano mentre dormi, molto spesso il sospetto principale è proprio Culex pipiens.

Quando punge e dove: abitudini “notturne” e attacco in casa

L’orario preferito è quello serale e notturno: dopo il tramonto diventa più attiva, entra negli ambienti chiusi, si ferma in angoli riparati e torna a cercare l’ospite quando percepisce:

  • anidride carbonica (il respiro),
  • calore corporeo,
  • odori della pelle.

È anche per questo che spesso la notiamo vicino al volto, mentre dormiamo: la guida è il respiro.

Preferenze di “prede”

Culex pipiens può pungere l’uomo, ma in natura è spesso coinvolta anche nel ciclo con uccelli (e questo è un tema importante per alcune malattie virali). In modo semplice: può “passare” da uccelli a mammiferi, a seconda delle popolazioni e del contesto.

Dove depone le uova: i focolai più tipici (e i più sottovalutati)

Qui sta il punto chiave per capire perché è così comune: non ha bisogno di grandi stagni. Le basta una raccolta d’acqua stabile o semi-stabile.

I focolai più frequenti sono:

  • caditoie e tombini stradali (il classico “problema urbano”),
  • pozzetti di scolo, griglie, canaline,
  • cisterne, vasche tecniche, locali interrati umidi,
  • cantine e vespai soggetti ad allagamento,
  • bidoni, contenitori, secchi lasciati con acqua,
  • in ambito rurale anche risaie, fossi, pozze.

Le “barchette” di uova

A differenza di molte Aedes (zanzare tigre e simili) che depongono uova “singole” sulle pareti dei contenitori, Culex pipiens depone uova direttamente sull’acqua, spesso in gruppi uniti, visibili come piccole “zattere” galleggianti (le famose barchette).

Ciclo vitale: perché esplode dopo piogge e caldo

Il ciclo segue gli stadi tipici: uovo → larva → pupa → adulto. Con temperature favorevoli, può essere rapido: nelle settimane calde, da un focolaio possono uscire nuovi adulti in tempi brevi, e la popolazione aumenta “a scatti” dopo:

  • piogge (che riempiono tombini e pozzetti),
  • irrigazioni frequenti,
  • periodi caldi e umidi.

In inverno, molte popolazioni riescono a superare la stagione grazie a femmine adulte che cercano riparo in luoghi protetti (cantine, box, interrati), pronte a ripartire quando torna il clima favorevole.

Diffusione in Italia: dove è più presente

La zanzara tigre non è più eradicabile. La sua capacità di adattamento, la riproduzione rapida e la diffusione urbana la rendono una criticità, soprattutto nelle aree densamente abitate. La prevenzione passa in gran parte dai comportamenti quotidiani dei cittadini: eliminare i ristagni d’acqua è ancora oggi l’azione più efficace per ridurne la presenza.

Rischio sanitario: non è solo “fastidio”

Culex pipiens è una specie di grande interesse sanitario perché può essere coinvolta nella trasmissione di alcuni patogeni. In Europa e in Italia è considerata un vettore chiave soprattutto per:

Da un punto di vista divulgativo, il messaggio giusto è questo: non ogni zanzara comune è infetta, ma quando circolano determinati virus sul territorio, questa specie è spesso tra le più monitorate perché è abbondante, urbana e “compatibile” con il ciclo ecologico del patogeno.

Prevenzione e controllo: cosa funziona davvero (contro Culex pipiens)

Con la zanzara comune, l’approccio più efficace è tagliare i focolai e proteggere gli ambienti nelle ore critiche.

Azioni pratiche ad alto impatto:

  • impianto antizanzare a nebulizzazione per una protezione continua e automatica nelle aree esterne più esposte.
  • controllare e trattare tombini/caditoie (qui si gioca gran parte della partita in città),
  • evitare ristagni in pozzetti, secchi, bidoni, sottovasi,
  • verificare locali interrati e pozzetti tecnici (spesso ignorati),
  • usare zanzariere e limitare l’ingresso serale/notturno (porte e finestre),
  • repellenti nelle ore serali se si sta all’aperto,

FAQ – Domande frequenti sulla zanzara comune

La zanzara comune punge anche di giorno?

No. La Culex pipiens è attiva soprattutto di sera e di notte. Durante il giorno tende a restare nascosta in luoghi freschi e ombreggiati.

Sì. In particolare la forma urbana (molestus) è molto adattata agli ambienti chiusi e può pungere all’interno delle abitazioni, soprattutto di notte.

Sì. La Culex pipiens è il principale vettore del virus West Nile in Italia. È coinvolta anche nella trasmissione del virus Usutu.

Può esserlo. È uno dei vettori della filariosi cardiopolmonare, una malattia grave che colpisce i cani se non adeguatamente protetti.

Predilige acque stagnanti ricche di sostanza organica, come tombini, caditoie, cantine allagate, pozzetti, bidoni e cisterne.

È un comportamento tipico della zanzara comune: vola vicino al volto perché è attratta dalla CO₂ emessa con la respirazione, individuando così l’ospite.

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