Specie / tipi di zanzare in italia
Le zanzare in Italia: un panorama cambiato negli ultimi decenni
Per gran parte della storia recente, il problema “zanzare” in Italia aveva un solo nome: la zanzara comune.
Una presenza fastidiosa ma prevedibile, legata a paludi, fossi, ristagni d’acqua e stagioni ben definite.
Negli ultimi 30 anni, però, la situazione è cambiata profondamente. Accanto alle specie autoctone, si sono stabilmente insediate zanzare invasive, provenienti soprattutto dall’Asia, capaci di adattarsi agli ambienti urbani, di pungere di giorno e di trasmettere patologie prima considerate estranee al nostro territorio.
Secondo i dati ufficiali di Istituto Superiore di Sanità, Ministero della Salute e European Centre for Disease Prevention and Control, oggi in Italia sono censite oltre 60 specie di zanzare, ma solo una parte di esse ha un impatto concreto sulla salute pubblica e sulla qualità della vita.
Perché sono arrivate nuove specie di zanzare
La diffusione delle zanzare invasive non è casuale.
È il risultato di tre fattori principali che si sono sommati nel tempo:
- commercio internazionale di merci, in particolare pneumatici usati e piante ornamentali
- trasporto passivo su veicoli, camion e container
- clima più mite, con inverni meno rigidi e stagioni calde più lunghe
Porti come Genova hanno rappresentato uno dei primi punti di ingresso, ma la vera espansione è avvenuta quando queste specie hanno trovato nelle città italiane un ambiente ideale: piccoli ristagni d’acqua, giardini, tombini, sottovasi e scarsa percezione del rischio.
Specie Autoctone
Una zanzara autoctona è una specie originaria del territorio in cui vive, presente da secoli o millenni come parte naturale dell’ecosistema locale.
Nel caso dell’Italia, una zanzara autoctona:
- si è evoluta insieme al clima e all’ambiente italiano
- ha un equilibrio naturale con predatori e habitat
- segue cicli stagionali ben definiti
storicamente ha causato fastidio, ma raramente emergenze sanitarie diffuse
La zanzara comune – Culex pipiens
La zanzara comune è la specie con cui gli italiani convivono da sempre. E’ una presenza storica delle estati italiane. È quella che associamo al ronzio notturno, alle punture durante il sonno e agli ambienti umidi poco curati.
Dal punto di vista estetico è poco appariscente: colorazione marroncina, corpo snello, ali trasparenti.
Ma è nel comportamento che si riconosce subito: entra nelle abitazioni, vola lentamente intorno al volto e punge soprattutto nelle ore serali e notturne.
Predilige ambienti dove l’acqua ristagna a lungo e dove è presente materia organica:
tombini stradali, caditoie, cantine allagate, pozzetti, vasche non pulite.
In Italia è presente ovunque, ma trova condizioni particolarmente favorevoli nelle regioni della Pianura Padana, come Lombardia, Veneto ed Emilia-Romagna, dove la combinazione di urbanizzazione e falda superficiale crea numerosi focolai larvali.
Dal punto di vista sanitario, Culex pipiens è oggi la principale responsabile della circolazione del virus West Nile nel nostro Paese, oltre a essere vettore della filariosi del cane.
La zanzara Anofele – Anopheles spp.
Il nome Anofele è storicamente legato alla malaria, una malattia che in Italia è stata eradicata da decenni.
Questo non significa, però, che la zanzara sia scomparsa.
Le specie del genere Anopheles sono ancora presenti, soprattutto in zone umide e rurali, dove l’ambiente è più naturale e meno urbanizzato.
Si tratta di zanzare meno aggressive, con un volo più lento e abitudini prevalentemente crepuscolari e notturne.
A differenza della zanzara tigre, tendono a spostarsi poco e a rimanere vicino ai siti di riproduzione.
In Italia si rinvengono soprattutto in Sardegna, in alcune aree della Toscana costiera e in zone agricole del Centro-Nord.
Il rischio sanitario oggi è molto basso, ma la loro presenza continua a essere monitorata per ragioni epidemiologiche.
La zanzara delle risaie – Coquillettidia richiardii
Meno conosciuta dal grande pubblico, la Coquillettidia richiardii è una zanzara che colpisce soprattutto per la sua capacità di spostamento.
Può percorrere anche oltre 10 km per trovare un ospite, rendendo complesso individuarne il punto di origine.
Le larve si sviluppano in ambienti molto specifici, ancorandosi alle radici delle piante acquatiche, caratteristica che le rende meno vulnerabili ai trattamenti larvicidi tradizionali.
È particolarmente presente in Versilia, nelle aree umide della Lombardia orientale e in alcune zone del Veneto.
Non è considerata una specie a elevato rischio sanitario, ma è responsabile di infestazioni molto intense e difficili da controllare.
Tipi di zanzare invasivi
Una zanzara invasiva è una specie non originaria del territorio, arrivata dall’estero a causa dell’uomo, in modo diretto o indiretto.
Le zanzare invasive:
- provengono spesso da Asia, Africa o America
- arrivano tramite commercio internazionale, trasporti, viaggi
- trovano un ambiente favorevole e si diffondono rapidamente
- competono con le specie locali
- aumentano il rischio sanitario, perché possono trasmettere virus nuovi
Un aspetto chiave è che queste zanzare non hanno predatori naturali sufficienti nel nuovo ambiente e quindi si moltiplicano facilmente.
Esempi noti in Italia sono:
- zanzara tigre (Aedes albopictus)
- zanzara coreana (Aedes koreicus)
- zanzara giapponese (Aedes japonicus)
Zanzara Tigre
Se la zanzara comune è la “vecchia conoscenza”, la zanzara tigre è il vero punto di svolta.
Arrivata in Italia negli anni ’90, si è diffusa rapidamente grazie a una caratteristica decisiva:
non ha bisogno di grandi quantità d’acqua per riprodursi.
Basta un sottovaso, un tombino asciutto che si riempie dopo un temporale, un secchio dimenticato in giardino.
È facilmente riconoscibile per il corpo nero con strisce bianche ben marcate e per il comportamento estremamente aggressivo.
Punge di giorno, soprattutto al mattino e nel tardo pomeriggio, e tende a colpire gambe e caviglie.
Oggi è presente in tutte le regioni italiane, con densità molto elevate nelle aree urbane e periurbane di Lombardia, Veneto, Emilia-Romagna, Lazio e Toscana.
Dal punto di vista sanitario, è la specie che ha reso concreti anche in Italia virus come Dengue, Chikungunya e Zika.
Zanzara Coreana - Aedes koreicus
La zanzara coreana è una delle introduzioni più recenti e, per certi aspetti, più insidiose.
Simile alla zanzara tigre, se ne distingue per dimensioni leggermente maggiori e per una maggiore tolleranza alle basse temperature.
Questo le consente di colonizzare aree dove la zanzara tigre fatica a stabilizzarsi.
È attiva di giorno, sfrutta piccoli ristagni d’acqua e si è diffusa soprattutto nel Nord Italia, con segnalazioni consolidate in Veneto, Lombardia, Trentino-Alto Adige e Friuli Venezia Giulia.
Dal punto di vista sanitario è considerata potenziale vettore di filariosi del cane e di alcuni virus, motivo per cui è oggetto di monitoraggio continuo.
Zanzara Giapponese - Aedes japonicus
Meno aggressiva della zanzara tigre ma sempre più presente, la zanzara giapponese è una specie invasiva che negli ultimi anni sta attirando l’attenzione degli enti di sorveglianza entomologica.
Originaria dell’Asia orientale, è arrivata in Europa all’inizio degli anni 2000 e in Italia si è insediata soprattutto nelle regioni settentrionali, con presenze consolidate in Friuli Venezia Giulia, Veneto, Trentino-Alto Adige, Lombardia e Piemonte, in particolare nelle aree collinari e pedemontane.
Dal punto di vista del comportamento, è una zanzara poco appariscente e relativamente discreta, spesso confusa con altre specie scure. È attiva prevalentemente di giorno, soprattutto nelle ore più fresche, e predilige ambienti umidi, ombreggiati e ricchi di vegetazione.
Una delle sue caratteristiche più rilevanti è la notevole resistenza alle basse temperature: le uova riescono a superare l’inverno e a schiudersi in primavera, permettendo alla specie di colonizzare zone dove altre zanzare fanno più fatica a stabilirsi.
Dal punto di vista sanitario, Aedes japonicus è considerata un potenziale vettore del virus West Nile, soprattutto in aree in cui raggiunge elevate densità. Pur non essendo oggi la specie più problematica, la sua espansione rende necessario un monitoraggio costante.